La pizza: dal 2017 patrimonio dell’Unesco

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Lo sapevate che la pizza è diventata patrimonio dell’Unesco?

E bene si: dal 9 Dicembre 2017 la pizza è diventata bene immateriale del patrimonio dell’umanità l’Unesco. Il 12° Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco ha valutato positivamente la candidatura italiana.

Il tutto è partito nel 2009 dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e grazie al supporto delle Associazioni dei pizzaiuoli e della Regione Campania.

Grazie a questo premio, finalmente viene tutelato un business che, solo in Italia, ha raggiunto i 10 miliardi di euro nelle circa 63mila pizzerie e locali per l’asporto, dove lavorano oltre 150mila persone.

Ma cosa c’entrano gli italiani? La pizza è un piatto tipico americano.

Per quanto sembri una ricostruzione surreale, è la triste verità. Per i newyorkesi, la pizza è tipicamente americana.

Ovviamente la cosa non corrisponde al vero perché la pizza è nata in Italia, ed è giusto rivendicarne la vera origine.

Tra origini e leggenda

La leggenda vuole che nel giugno 1889 il cuoco Raffaele Esposito, dell’Antica Pizzeria Brandi, fu convocato al Palazzo di Capodimonte per preparare le sue famose pizze per Sua Maestà la Regina Margherita. Così, per la prima volta, venne realizzata la pizza con pomodoro, mozzarella e basilico: i colori della bandiera italiana.

Per approfondire la storia delle origini della pizza, clicca qui.

La motivazione: parola dell’Unesco

«Il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaioli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da “palcoscenico” durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale».

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