DOP e IGP: differenze e significati

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Nello scorso articolo in cui abbiamo introdotto la pizza del mese di Dicembre “Pizza Regina Margherita”, 2 degli ingredienti contenevano la sigla DOP. DOP (come IGP) è un vero e proprio marchio di qualità per i prodotti tipici di un determinato territorio.

A causa della poca dimestichezza con questi marchi che distinguono i prodotti tipici ufficialmente riconosciuti, sono tutt’ora molti i consumatori che non conoscono l’esatto significato di DOP e IGP e non ne ricordano l’immagine grafica associata.

DOP e IGP - differenze e significati DOP e IGP

DOP e IGP sono marchi di qualità rilasciati dall’Unione Europea su proposta del Ministero delle politiche agricole e forestali, a fronte di controlli preliminari accurati e dell’impegno di tutti i produttori a sottoporsi alla costante verifica di un ente terzo certificatore.

Prodotti DOP e IGP si distinguono grazie a caratteristiche peculiari legate all’applicazione di un disciplinare di produzione, di cui sia comprovata l’origine “storica” nel territorio dichiarato.

Che differenza c’è tra prodotti DOP e IGP?

  • DOP (acronimo di Denominazione Origine Protetta): tutto ciò che riguarda la produzione e la commercializzazione del prodotto, ha origine nel territorio dichiarato.
  • IGP (acronimo di Indicazione Geografica Protetta): il territorio conferisce al prodotto, attraverso alcune fasi della elaborazione, le sue caratteristiche peculiari, ma non tutti i fattori che concorrono alla produzione del prodotto provengono dal territorio in questione.

Un chiaro esempio di prodotto IGP è la Bresaola della Valtellina, in quanto ottenuta da carni di animali non allevati direttamente in Valtellina, pur seguendo i metodi di produzione tradizionali e beneficiando del clima favorevole della zona.

Come ottenere il certificato DOP o IGP

La domanda di certificazione di un prodotto (DOP o IGP) va inoltrata al Ministero delle politiche agricole e forestali da un’organizzazione associativa che riunisca tutti i produttori interessati.

Nella domanda in questione si devono evidenziare:

  • tutti i fattori di identificazione del prodotto;
  • l’origine storica nel territorio citato;
  • il disciplinare di produzione nel dettaglio;
  • l’ente terzo di certificazione (fra quelli riconosciuti dal Ministero) al quale è affidato il controllo.

Il Ministero delle politiche agricole e forestali conferisce in primo luogo il riconoscimento transitorio nazionale, previo parere della Regione o Provincia autonoma, e verifica della rispondenza della domanda ai requisiti previsti dal Regolamento 1151/2012 dell’Unione Europea.

Se il prodotto esaminato risulta conforme con la norma, indice una riunione con l’Organizzazione dei produttori, la Regione (o Provincia autonoma) e la Camera di Commercio per un’ulteriore verifica sulla produzione, per accertarsi che risponda effettivamente al Regolamento della UE.

Infine pubblica la proposta di disciplinare sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, attendendo 30 giorni per accogliere eventuali opposizioni, a seguito del quale trasmette la domanda per il riconoscimento del prodotto alla Commissione della UE, la quale ne esamina ulteriormente la conformità al Regolamento 1151/2012 e, in caso di esito favorevole, la pubblica sulla Gazzetta Ufficiale UE attendendo ulteriori tre mesi per accogliere eventuali opposizioni.

Al termine di tale periodo, il prodotto ottiene il riconoscimento e viene iscritto nell’apposito Albo comunitario.

Verifica sui prodotti DOP e IGP

Ottenuto il riconoscimento, i prodotti DOP e IGP sono soggetti a:

  • controllo di conformità al disciplinare di produzione (ente terzo di certificazione);
  • vigilanza sulla commercializzazione (Consorzi di Tutela).

Il Consorzio di Tutela, organismo rappresentativo dei produttori, svolge anche le attività di promozione e valorizzazione del prodotto (DOP o IGP) sul mercato. Gli oneri dell’attività di certificazione sono a carico dei produttori che investono per migliorare la propria professionalità e per trasmettere ai consumatori serietà e passione per il proprio lavoro.

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